martedì 15 marzo 2011

UN NUOVO STUDIO PER RIDURRE L'ANSIA

Scoperto un nuovo circuito per ridurre l’ansia


Il team di scienziati di Stanford ha condotto una ricerca dalla quale è emerso che il circuito della paura ha due interruttori, che possono utilizzarsi a piacimento stimolando l’attività dell’amigdala (parte del cervello che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura).

Lo studio è stato pubblicato su Nature Methods dal gruppo di Karl Deisseroth, dopo esperimenti condotti sui topi.

Fino a questa scoperta si riteneva, sulla base delle informazioni relative al meccanismo celebrale che provoca la paura, che stimolare i centri nervosi portasse necessariamente ad un aumento dell’angoscia sentita dalla persona. Da questo nuovo studio emerge quanto segue: “La scoperta di un nuovo circuito la cui azione è diretta a ridurre l’ansia, piuttosto che aumentarla, potrebbe aiutare a migliorare le terapie anti- ansia”, è quanto ha dichiarato Deisseroth.

La nuova tecnologia, ancora in fase sperimentale, impiega un elaborato sistema di onde di luce pulsata. I ricercatori sostengono di riuscire a puntare solo un gruppo di neuroni selezionato, dopo aver fotosensibilizzato un gruppo di fibre sporgenti dai neuroni all’interno dell’amigdala.

Deisseroth afferma: “I topi sono diventati improvvisamente più a loro agio in situazioni che avrebbero dovuto percepire come pericolose e quindi in grado di generare l’ansia“. I topi generalmente fuggono dagli spazi aperti, per il timore degli attacchi dei predatori. Dopo essere stati sottoposti al trattamento, con pulsazioni “mirate”, hanno manifestato atteggiamenti più rilassati, accettando maggiormente i rischi. Stimolando l’altro circuito, invece, si otteneva il risultato inverso: l’ansia aumentava.

La nuova tecnica potrebbe essere applicata anche sugli uomini, infatti, secondo i ricercatori, l’amigdala dei topi è molto simile a quella degli essere umani.

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