martedì 19 luglio 2011

Aumenti tasse e Rc auto

Aumenti tasse e Rc auto, stangata per le famiglie


Le mani del fisco nelle tasche degli italiani alla fine ci sono entrate, e anche pesantemente. Oramai a nessuno sfugge che, al di là delle reiterate promesse elettorali, le esigenze di riordino dei conti pubblici non si saranno soddisfatte attraverso le tanto attese riforme strutturali, né attraverso un contributo sia pure simbolico da parte del mondo della politica, ma prevalentemente attraverso l’aggravio dei costi per il ceto medio. Secondo la CGIA di Mestre, tuttavia, a preoccupare gli italiani non ci sono solo gli effetti della manovra correttiva, ma anche la raffica di aumenti a livello locale, con i ritocchi in molte città dell’addizionale comunale Irpef, dell’ aliquota provinciale sull’Rc auto e del prezzo della benzina che stanno delineando un quadro complessivo veramente preoccupante. Dunque la gravità della situazione varia di città in città.

A Firenze, secondo l’elaborazione della CGIA, l’aggravio di imposta in capo ad una famiglia monoreddito con un imponibile Irpef di 40.000 euro percepito da un impiegato di buon livello e con 2 figli a carico sarà, nel 2014 (anno in cui andranno a regime gli effetti della manovra correttiva), di 1.077 euro in più rispetto al 2010. A Bari, invece, le cose andranno peggio. Per una famiglia con un reddito di 50.000 euro dove entrambi i coniugi sono impiegati con 1 figlio a carico, gli effetti della manovra e dell’aumento delle tasse procurerà maggiori imposte, rispetto al 2010, per un importo di 1.184 euro.

Ma Venezia è la città più gravata dagli ultimi “ritocchi” fiscali: i veneziani si ritroveranno con un +0,2% dell’addizionale comunale. Pertanto, una famiglia composta da 2 coniugi entrambi operai con 1 figlio a carico e con un reddito di 38.000 euro, pagherà, nel 2014, 1.204 euro in più rispetto al 2010. Anche in questo caso si sommeranno gli effetti della manovra correttiva con gli aumenti delle addizionali e quelli legati al prezzo della benzina. “Sia chiaro – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – proprio quei Comuni che in passato erano tra i più virtuosi, ora sono stati costretti, a seguito dei tagli ai trasferimenti, ad aumentare le tasse locali. E’ il caso di Venezia e di molte altre realtà che hanno dovuto introdurre, o aumentare, l’addizionale comunale Irpef o l’aliquota dell’Rc auto per far quadrare i bilanci”.

Nuovi ticket in manovra, ecco chi paga e quanto

Nuovi ticket in manovra, ecco chi paga e quanto


  Con la manovra economica è ripristinato il ticket di 10 euro sulle prestazioni specialistiche varato nel 2007 e confermato il ticket di 25 euro sui ricorsi impropri al Pronto soccorso (codici bianchi). Tuttavia da questi ticket restano, fortunatamente, escluse le categorie esenti, come anziani, bambini e malati cronici. “Ciò premesso, al fine di assicurare ancor più a tutti, e soprattutto alle fasce deboli della popolazione, le prestazioni necessarie alla promozione e al mantenimento della salute, ho anche proposto al ministero dell’Economia di rimodulare le esenzioni ai ticket, per meglio ancorarle al principio dell’appropriatezza”, sottolinea in una nota il ministro della Salute Ferruccio Fazio. La nota ricorda le categorie  per le quali i ticket non sono applicati:

  •  gli esenti per età e reddito (bambini e anziani con redditi familiari sotto i 36.150 euro annuo);
  • i disoccupati, pensionati sociali e pensionati al minimo e i loro familiari a carico, con basso reddito (8.260 euro, aumentato in base al numero dei familiari);
  • i malati cronici e i cittadini affetti da malattie rare in possesso dell’attestato della Asl;
  • gli invalidi civili, di guerra, per lavoro e per servizio.
È ribadita – prosegue la nota – la possibilità per le Regioni di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario e del controllo dell’appropriatezza.
“In una manovra dura ma necessaria per evitare rischi finanziari al nostro Paese – evidenzia Fazio – il Governo ha mantenuto il criterio di garantire a tutti i cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie: da qui la piena conferma delle esenzioni ai ticket per le fasce sociali economicamente più deboli, per i bambini, i disoccupati, i pensionati sociali e al minimo, gli invalidi e i malati cronici e rari”.

martedì 12 luglio 2011

Ondata di caldo torrido: Il decalogo per gli anziani

Ondata di caldo: ecco il decalogo di Federanziani. Fate bere i vostri nonni

Nessuna tregua dal caldo, dopo un fine settimana incandescente in quasi tutta Italia: per i giorni a venire le temperature saliranno ancora e, in particolare in sei città, il mix di caldo e umidità potrebbe portare a un’ondata di calore da “livello rosso”. A Bolzano, Bologna, Messina, Perugia, Pescara e Rieti il bollettino sul caldo della Protezione civile prevede infatti per oggi “condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi” per le quali “è necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio”.

Attenzione (“livello arancione”) anche in altre 7 città (Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Latina, Palermo, Roma e Trieste). Tra i soggetti più a rischio sono i bambini e gli anziani. Per salvaguardarne la salute Federanziani interviene stilando un vero e proprio decalogo destinato alle famiglie: “La nostra attenzione – afferma il Presidente Roberto Messina – è rivolta agli anziani che vivono da soli, spesso ai piani alti dei palazzi, in appartamenti piccoli. Hanno problemi di salute e forse solo la pensione minima.
E’ l’identikit degli anziani più a rischio caldo in estate, una fascia di popolazione che è più che mai al centro dell’attenzione, vista l’ondata di calore in corso. E’ per questo che vogliamo lanciare un appello alle famiglie italiane affinché si accertino che i loro nonni assumano abbastanza liquidi per resistere alle temperature alte di questi giorni, ma anche con un bel gesto accertarsi che lo faccia l’anziano vicino di casa rimasto solo.”

“Secondo dati recenti, un ultra-75enne su sette residenti nei quartieri storici delle grandi città vive da recluso perché senza ascensore – prosegue Messina -. E uno su tre è poco o per nulla autosufficiente. Si tratta di persone, inoltre, che difficilmente vengono raggiunte dai servizi con il rischio che dopo le ondate di calore ci si ritrovi a contare i morti. Occorre fare prevenzione e pensare a una gestione ordinaria di questi anziani. Il problema può essere prevenuto.
Non è una novità, infatti, che l’elevata temperatura aumenti la mortalità, soprattutto degli anziani malati e con problemi come la solitudine e l’ambiente di vita scarsamente igienico”.

Dopo una certa età l’organismo perde alcune capacità funzionali chiave contro il caldo. Molto spesso queste persone perdono lo stimolo della sete, in genere assumono farmaci che contrastano con la sudorazione, e spesso non ci si rende conto che qualcosa non va. Nulla di così imprevedibile, perciò, e forse una vigilanza attiva, da parte dei familiari in primis, ma anche degli amici o dei volontari, tramite visite a domicilio programmate che permettano un miglioramento delle condizioni abitative, per poter quantomeno ridurre gli esiti disastrosi di alcune estati fa.

Gli anziani, per un problema di ormoni che non producono più, non si rendono conto che durante la giornata non assumono abbastanza liquidi, ed in realtà si disidratano molto facilmente. Gli anziani devono bere molto spesso, acqua oligominerale, ma anche succhi di frutta, frullati. Vanno bene anche i sorbetti e i gelati alla frutta. Ottimo il consiglio dei dieci bicchieri al giorno di acqua, “dose” ideale secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità.
Bene anche il the, soprattutto se tiepido, da evitare, invece, bevande gasate, in particolare se contengono caffeina e anche troppo caffè: sono diuretici e causano una perdita di liquidi invece di rimpiazzarli.

E’ invece assolutamente vietato l’alcol, che è un vasodilatatore e aumenta la frequenza cardiaca con tutti i rischi che ne derivano. In ogni caso, le bevande non devono mai essere ghiacciate, perché il rischio di congestione è dietro l’angolo.

Il decalogo proposto da Federanziani consiglia di


• evitate di uscire nelle ore più calde della giornata, dalle ore 12 alle ore 17;
• arieggiate l’ambiente dove vivete, anche utilizzando un ventilatore;

• anche se non avete sete, bevete molti liquidi, almeno un litro e mezzo al giorno, per reintegrare le perdite quotidiane di sali minerali; evitate però le bevande alcoliche, gassate, troppo zuccherate e troppo fredde;

• consumate pasti leggeri preferendo pasta, frutta, verdura, gelati alla frutta ed evitate fritti, grassi e cibi piccanti;

• all’aperto riparatevi il capo dal sole; in caso di mal di testa dopo una prolungata esposizione al sole, fate impacchi con acqua fresca per abbassare la temperatura corporea;
• indossate abiti leggeri, non aderenti, di colore chiaro, di tessuti naturali perché le fibre sintetiche impediscono il passaggio di aria;

• se soffrite di ipertensione non interrompete né sostituite di vostra iniziativa i farmaci, ma consultate sempre il vostro medico;
 • non sostate in automobili ferme al sole;
• possibilmente andate in vacanza in località collinari e termali.

• in caso di necessità contattate il vostro medico di famiglia, in quanto una corretta informazione aiuta a prevenire i disturbi legati al caldo, ma se si dovessero presentare problemi questi vanno sottoposti all’attenzione del medico.

venerdì 1 luglio 2011

Batterio Killer, igienisti: Italia a rischio epidemie per carenza d’organico

Batterio Killer, igienisti: Italia a rischio epidemie per carenza d’organico


Le recenti epidemie di Escherichia coli esplose in Germania e Franciaaccendono l’attenzione sui rischi che correrebbe l’Italia in caso di situazioni simili. Occhi puntati in particolare sulla “grave e cronica” carenza d’organico degli organismi deputati al controllo degli alimenti, i Dipartimenti di prevenzione. A lanciare l’allarme gli igienisti della Siti, la società italiana di igiene.

I dati, emersi dalla recente indagine Sianet, condotta nel 2008 e aggiornata nel 2010 (alla quale hanno partecipato il 72% dei Servizi Igiene degli alimenti e nutrizione italiani), evidenzia la Siti, “sono purtroppo chiari e inequivocabili. Infatti da essi emerge la grave carenza di personale rispetto a quanto previsto dalle Linee guida nazionali dei Sian(decreto del 16 ottobre 1998). Tali dati rilevano che i laureati (medici e altre figure) operanti neiSian sono circa un settimo e il personale tecnico della prevenzione circa la metà della dotazione minima dei Servizi prevista dalle citate Linee Guida. A rendere ancor più critica la operatività dei Sian, e dei Dipartimenti di Prevenzione tutti, si aggiunge, in numerose realtà regionali, la mancanza di Laboratori Accreditati quale supporto analitico al Controllo Ufficiale”.

Considerato che “la prevenzione deve assumere sempre più un ruolo preminente nel promuovere e tutelare la salute, anche al fine di meglio gestire le scarse risorse finanziare disponibili in sanità e che i recenti casi da E.Coli hanno dimostrato quale enorme danno abbia comportato in paesi quali la Germania e la Francia la mancanza di una struttura preventiva organizzata come quella dei Dipartimenti di Prevenzione italiani, si sente il dovere di sollecitare i vertici Nazionali e regionali affinché si impegnino a incrementare adeguatamente, anche con specifici programmi, sia il personale in dotazione dei Dipartimenti di Prevenzione sia la disponibilità di Laboratori accreditati per il Controllo Ufficiale”.

martedì 21 giugno 2011

Consigli dei farmacisti per la vacanze: cosa mettere in valigia

Consigli dei farmacisti per la vacanze: cosa mettere in valigia


Arriva da Federfarma Belluno, l’associazione che riunisce i titolari difarmacia bellunesi, un vademecum di consigli per preparare una valigia con tutto l’occorrente per non rovinarsi le vacanze. Non dimenticare di portarsi una pomata antibiotica per le ferite e unaantistaminica contro le punture d’insetto. Ed è sempre utile avere anche una pomata contro i traumi, ma nella scelta è bene farsi consigliare dal farmacista perché potrebbe scatenare effetti difotosensibilità.

Tenere a portata di mano cerotti, garze e fazzolettini monousoimbevuti di disinfettante. E un antistaminico orale per le reazioni allergiche. E poi il paracetamolo per combattere febbre, cefalee e dolori el’acido acetilsaliciclico che agisce comevasodilatatore in caso di colpi di calore ocefalee da altitudine.

Contro la diarrea del viaggiatore il consiglio è di non bere acqua di rubinetto e di prediligere quelle sigillate in bottiglia. E nel caso si sia sprovvisti di integratori,fermenti lattici e farmaci per trattare la diarrea, l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce una ricetta fai-da-te per placare il disturbo: far sciogliere un cucchiaino di sale da tavola, otto cucchiaini di zucchero e qualche goccia di limone in un litro di acqua, e bere il preparato.

Quanto alle vaccinazioni, variano a seconda del Paese in cui si è deciso di soggiornare: è bene informarsi in modo accurato prima di partire, ma “l’antitifica – spiegano i farmacisti – andrebbe fatta prima di partire per qualunque meta”.

Mai bimbi soli in auto: 
il monito del ministero

Mai bimbi soli in auto: 
il monito del ministero

Mai lasciare i bambini da soli in macchina d’estate, soprattutto quando le temperature sono particolarmente elevate. Basta poco, infatti, perché il colpo di calore produca la morte dei più piccoli. Non si tratta di creare allarmismi, ma di invitare i genitori a non sottovalutare i rischi legati al caldo. Per questo il ministero della Salute-Centro di controllo per le malattie (Ccm) ha elaborato un vademecum, reso disponibile online, sulla base dei consigli dell’European Child Safety Alliance – EuroSafe. ”A volte i genitori – si legge nel documento – lasciano intenzionalmente il figlio piccolo solo in macchina, spesso addormentato nel seggiolino di sicurezza, per fare le loro commissioni, senza rendersi conto a quali gravi rischi lo espongono. Ma più frequentemente gli incidenti avvengono quando un genitore indaffarato non ricorda di aver portato il bambino in macchina con sé mentre si reca a lavoro o torna a casa. Può accadere a chiunque, a genitori amorevoli e di qualsiasi ceto sociale. Non escludere a priori che questi tragici incidenti possano capitare anche a te!”. Certo è difficile immaginare che tragedie come quelle che hanno conquistato le pagine di cronaca nelle recenti settimane possano essere evitate attraverso un vademecum, poiché in quei casi si è trattato di tragici quanto inspiegabili vuoti mentali e non certo di negligenza o superficialità. Ma molti gravi incidenti possono essere prevenuti, quelli che si producono quando si lascia un bimbo solo in macchina deliberatamente, anche per pochi minuti, nella convinzione che non possa accadere nulla di grave. Non è così, spiega il vademecum: negli Stati Uniti ogni anno muoiono in media 36 bambini a causa dell’ipertermia per essere stati lasciati in auto, per un totale di 468 decessi negli ultimi 12 anni. In Francia la Commissione per la sicurezza dei consumatori ha rilevato, tra il 2007 e il 2009, 24 casi di ipertermia in bimbi rimasti chiusi in macchina, di cui 5 mortali. Il 54% dei genitori aveva lasciato intenzionalmente il piccolo in auto, per svolgere qualche commissione, sottovalutando i rischi. Il 46% aveva dimenticato il figlio in automobile andando al lavoro o tornando a casa. Anche in Italia, Paesi Bassi, Islanda e Ungheria si sono verificati casi mortali di ipertermia in piccoli ‘intrappolati’ al caldo. Quando fa molto caldo i neonati e i bambini piccoli sono più a rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e di disidratazione, con possibili conseguenze dannose su sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico. Ecco allora i consigli fondamentali cui attenersi:


1. Se vedi un bambino solo in macchina chiama immediatamente il 112 (numero unico europeo per le emergenze) o il 113.
 2. Se trasporti sul sedile posteriore della tua auto un bambino, lascia i tuoi oggetti personali (borsa, telefono, valigetta, ecc.) sul sedile posteriore, vicino al piccolo. Quest’abitudine può aiutarti a non dimenticare, quando esci dalla macchina, che hai portato con te un bambino. Poggia gli oggetti personali del piccolo (pannolini, borse e biberon) sul sedile anteriore, in modo che ne ricordino la presenza.

3. Quando accompagni il bambino al nido o all’asilo, aggiungi sul programma dell’agenda del tuo computer o del tuo telefonino un apposito ‘promemoria’ (oppure scrivilo sulla tua agenda di carta), che può segnalarti se hai portato o meno il bimbo a destinazione, come programmato.

4. Ogni volta che si verifica un cambiamento di programma nella consegna o nel ritiro del bambino, comunicalo al partner o a un’altra persona di fiducia, per esempio i nonni.

5. Chiedi alla persona che si prende normalmente cura del bambino (la responsabile dell’asilo o del nido o la baby-sitter) di avvertirti se il bambino non è stato accompagnato all’asilo o al nido, come di solito accade.


6. Quando in macchina non c’è nessuno, abbi cura di chiudere le portiere e il bagagliaio posteriore e tenere le chiavi lontano dalla portata dei bambini, per evitare che siano loro a chiudersi dentro per errore.

martedì 15 marzo 2011

UN NUOVO STUDIO PER RIDURRE L'ANSIA

Scoperto un nuovo circuito per ridurre l’ansia


Il team di scienziati di Stanford ha condotto una ricerca dalla quale è emerso che il circuito della paura ha due interruttori, che possono utilizzarsi a piacimento stimolando l’attività dell’amigdala (parte del cervello che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura).

Lo studio è stato pubblicato su Nature Methods dal gruppo di Karl Deisseroth, dopo esperimenti condotti sui topi.

Fino a questa scoperta si riteneva, sulla base delle informazioni relative al meccanismo celebrale che provoca la paura, che stimolare i centri nervosi portasse necessariamente ad un aumento dell’angoscia sentita dalla persona. Da questo nuovo studio emerge quanto segue: “La scoperta di un nuovo circuito la cui azione è diretta a ridurre l’ansia, piuttosto che aumentarla, potrebbe aiutare a migliorare le terapie anti- ansia”, è quanto ha dichiarato Deisseroth.

La nuova tecnologia, ancora in fase sperimentale, impiega un elaborato sistema di onde di luce pulsata. I ricercatori sostengono di riuscire a puntare solo un gruppo di neuroni selezionato, dopo aver fotosensibilizzato un gruppo di fibre sporgenti dai neuroni all’interno dell’amigdala.

Deisseroth afferma: “I topi sono diventati improvvisamente più a loro agio in situazioni che avrebbero dovuto percepire come pericolose e quindi in grado di generare l’ansia“. I topi generalmente fuggono dagli spazi aperti, per il timore degli attacchi dei predatori. Dopo essere stati sottoposti al trattamento, con pulsazioni “mirate”, hanno manifestato atteggiamenti più rilassati, accettando maggiormente i rischi. Stimolando l’altro circuito, invece, si otteneva il risultato inverso: l’ansia aumentava.

La nuova tecnica potrebbe essere applicata anche sugli uomini, infatti, secondo i ricercatori, l’amigdala dei topi è molto simile a quella degli essere umani.

mercoledì 2 marzo 2011

Inviare e ricevere fax attraverso EMAIL con POPFAX

Ho scoperto POPFAX, (it.popfax.com)questo servizio utilissimo, che permette di inviare e ricevere fax attraverso E-Mail,
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Sul sito http://www.it.popfax.com/ tutte le informazioni utili, con la descrizione delle condizioni d'uso.

mercoledì 9 febbraio 2011

Su internet adolescenti senza pudori

Su internet adolescenti senza pudori, via web messaggi hard e rapporti intimi



Un tempo il massimo della trasgressione per gli adolescenti erano le riviste pornografiche, acquistate e lette clandestinamente, oggi il luogo della scoperta della sessualità è internet, sempre più spesso via privilegiata per conoscere il sesso e per esprimere la propria intimità, con rischi talvolta notevoli, perché gli adolescenti sul web si fanno particolarmente audaci.

A raccontare questa realtà è il rapporto di Save the Children “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani”, frutto di 1272 interviste a giovani e giovanissimi tra i 12 e i 19 anni.

Secondo l’indagine il 17% degli adolescenti italiani ha rapporti intimi con qualcuno contattato sulla Rete, mentre il 13% usa il web per inviare foto o immagini di sé nudo. Ma c’è anche un numero cospicuo di minori, il 27%, che usa Internet per darsi appuntamento con qualcuno conosciuto via chat.

Ben il 34% degli intervistati, quindi un ragazzo su 3, dichiara di aver ricevuto messaggi con riferimenti al sesso, mentre è tra i 14 e i 15 anni che la maggior parte degli adolescenti, ben il 54% del campione, diventano attivi inviando il loro primo messaggio hard, attività che vede in azione anche il 36% degli intervistati fra i 10 e i 14 anni.

Lo schermo del computer aiuta a superare insicurezze e induce i giovani a diventare più sfrontati. Il 32% dei teenager dichiara di dare il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto on-line, il 19% riceve video o immagini di persone conosciute solo in rete seminude o nude e un altro 13%, come già detto, invia video o immagini di sé seminudo o nudo

Il 10,5% dei minori tra i 12 e i 13 anni incontra persone conosciute sulla Rete, a fronte del 31% fra i 16 e i 17 anni; allo stesso modo il 6,5% dei pre-adolescenti ha rapporti intimi nella vita reale in seguito di una conoscenza on-line, a fronte del 19% del 16-17enni.

A livello territoriale i comportamenti più a rischio si verificano nell’area del Triveneto e in Campania, mentre sul fronte dell’invio di messaggi a contenuto sessuale e lo scambio di immagini provocanti via web, svetta il Lazio, con il 65% di ragazzini e ragazzine che dicono di averlo fatto la prima volta fra i 10 e i 14 anni.

Ma perché una ragazza o un ragazzo inviano o pubblicano in Internet messaggi, immagini o video di se stessi con riferimenti sessuali o in atteggiamenti provocanti? Gli intervistati indicano come motivazione prevalente nei propri coetanei il “farsi notare da qualcuno” o il “sentirsi sexy”.

“Se, come dimostra questa ricerca, è ormai evidente che la sessualità dei ragazzi si esprime e si esperimenta sempre di più attraverso le nuove tecnologie – spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children – il rischio è che ciò avvenga in modo improprio, in un contesto dove le emozioni sono sempre più sganciate dalla fisicità e dove la sessualità è solo sesso, e si sperimenta con modalità e tempi inadeguati, ad esempio in età precoce o con adulti. Quello che dunque va fatto – conclude Neri - è approfittare dello spazio aperto, favorendo il dialogo fra minori e adulti, anche e soprattutto sulla sessualità e sui sentimenti, lavorando sulla vita emotiva dei ragazzi’

E proprio per richiamare l’attenzione degli adolescenti sull’uso responsabile delle nuove tecnologie la Commissione europea, domani 8 febbraio, celebrerà il “Safer Internet Day“, per il quale è stato scelto lo slogan “è più di un gioco, è la tua vita”.

http://www.figliefamiglia.it/2011/02/su-internet-adolescenti-senza-pudori-via-web-messaggi-hard-e-rapporti-intimi/?utm_source=Magazine&utm_medium=mail&utm_content=titolo5&utm_campaign=06_2011&utm_term=20110208

martedì 1 febbraio 2011

Effetti Cancerogeni del fumo già dopo 15 MINUTI !

Basta una sigaretta per assimilare sostanze tossiche in grado di innescare mutazioni genetiche all’origine di alcuni tumori. A dimostrarlo uno studio dell’ Università del Minnesota pubblicato dalla rivista Chemical Research in Toxicology.


I ricercatori hanno tracciato il percorso degli IPA (idrocarburi policilici aromatici) agenti cancerogeni contenuti nel tabacco, presenti anche negli impianti che bruciano il carbone e nei cibi carbonizzato sui barbecue, e ha scoperto che i danni genetici da essi provocati non impiegano anni o mesi a manifestarsi, ma minuti.

A 12 volontari è stato chiesto di fumare delle sigarette contenenti un particolare isotopo del fenantrene, uno degli Ipa, più facile degli altri da tracciare una volta inalato. Lo studio ha dimostrato che il fenantrene forma nel sangue un derivato, il diolo epossido, conosciuto perché provoca mutazioni nel Dna che possono portare al cancro, ma quello che ha sorpreso i ricercatori è stato il tempo trascorso tra l’inalazione e la comparsa del composto, che è stato al massimo di 15-30 minuti.


POLMONI DI FUMATORE e DI NON FUMATORE

“E’ la prima volta che uno studio definisce la via seguita dagli Ipa nel metabolismo – scrivono gli autori – e questi risultati sono un monito molto severo a chi sta pensando di iniziare a fumare”.

mercoledì 19 gennaio 2011

Mense scolastiche: troppe proteine animali

L’educazione a una corretta alimentazione inizia fin da piccoli. L’impegno delle famiglie è importante, ma se a dare il cattivo esempio sono le mense scolastiche allora è necessario correre ai ripari.

A scuola troppo spesso i ragazzi esagerano con le proteine animali. L’allarme viene da una conferenza pubblica svoltasi a Milano dal titolo: ”Quale futuro per la ristorazione scolastica”. Nelle mense scolastiche di Milano viene servito ogni giorno un “secondo” a base di carne, formaggio o uova, ma nel resto d’Italia la situazione non è poi molto diversa.

I dati di Angem, l’Associazione nazionale della ristorazione collettiva, sottolineano come le mense scolastiche, in tutta Italia, siano quasi sempre gestite cercando di spendere il meno possibile, e spesso questo condiziona la scelta dei menu.

Ma, come è noto, l’eccesso di proteine animali favorisce molte malattie, tra cui diversi tumori. “La ristorazione scolastica è anacronistica, non tiene conto di regole elementari per un’alimentazione sana” spiega Franco Berrino, direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. Berrino suggerisce di fornire proteine animali solo in due pasti su cinque, di eliminare bibite, succhi di frutta e yogurt zuccherati artificialmente e adottare cibi integrali. Il tutto attraverso un passaggio graduale, per non sconvolgere all’improvviso le abitudini dei bambini.

Novità che, secondo Berrino, sono indispensabili: “Vorrei che i genitori capissero che questi cambiamenti servono a migliorare la dieta dei loro figli, non a risparmiare”. Un altro punto fondamentale su cui lavorare è il coinvolgimento dei genitori nell’educazione alimentare dei figli. Se è vero che spesso frutta e verdura non incontrano i gusti dei più piccoli, “e’ fondamentale che i genitori stessi le mangino a tavola insieme ai bambini. È il modo più efficace per incidere sulle loro abitudini alimentari” spiega il medico.

Uso del dolcificante

Riporto una notizia pari pari dalla rivista elettronica "Figli e famiglia" (vedi Link) sull'uso dell'aspartame nelle diete... insomma: fate la dieta, privatevi di tante cosucce saporite e caloriche, ma non rinunciate ad un buon cucchiaino di zucchero nel caffè !


Dolcificante killer: rischio cancro e parti prematuri
 
Finisce di nuovo sotto accusa l’aspartame, il dolcificante contenuto in numerosissimi prodotti a ridotto contenuto calorico, che già in passato era stato al centro di polemiche per i presunti danni alla salute.


Uno studio italiano sui topi rilancia l’accusa di provocare il cancro, indicando un aumento di tumori al fegato e al polmone.

Mentre una ricerca danese su circa 60 mila donne, recentemente pubblicata sull’ American Journal of Nutrition, sostiene che il prodotto aumenta i rischi di parto prematuro. Due lavori scientifici che in Francia sono ora all’esame dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare (Anses). E non è escluso che l’argomento possa tornare all’attenzione dell’ Autorità europea di sicurezza alimentare (Efsa), che nel suo ultimo parere aveva tranquillizzato sull’utilizzo del prodotto.

Lo studio danese, realizzato su dati del Danish National Birth Cohort su 59.334 donne ha dimostrato il legame tra il parto prematuro e il consumo di bevande dolcificate con l’aspartame. Le donne che le assumono regolarmente in gravidanza hanno il 38% di possibilità in più di partorire prima del termine. Non solo. Per chi ne fa un uso eccessivo (4 bevande al giorno) il rischio di parto prematuro aumenta del 75%.

Lo studio italiano è stato invece stato realizzato dall’istituto di ricerca bolognese Ramazzini, che si occupa da dieci anni dell’aspartame.

Fu proprio questo istituto che nel 2007 realizzò un altra ricerca sulla cancerogenicità della sostanza (per leucemie e linfomi), che sollecitò il parere dell’Efsa del 2009. L’agenzia rassicurò i consumatori sui potenziali rischi, ma ora il nuovo studio italiano, pubblicato a dicembre sul American Medical Journal of Industrial Medicine, torna a preoccupare. La ricerca infatti, realizzato su topi che hanno ricevuto dosi alte, medie e basse di dolcificante per tutta la vita dimostra che nei topi maschi che consumano il dolcificante il rischio di malattia aumenta significativamente: si passa dal 5% del gruppo di controllo (senza aspartame nella dieta) al 18% (gruppo alta dose) nell’epatocarcinoma e dal 6% (controllo) al 13% (alta dose) per il tumore polmonare. Un fenomeno che non si verifica però nelle femmine.

“L’aspartame – spiega Morando Soffritti, direttore scientifico dell’Istituto Ramazzini e principale autore dello studio – è contenuto in seimila prodotti di consumo (bevande, chewing gum, dolciumi) di cui 500 farmaci. E i maggiori consumatori di questa sostanza sono i bambini e le donne in gravidanza”. In difesa dell’aspartame – consumato in tutto il mondo da circa 200 milioni di persone – intervengono i produttori che contestano i risultati dei due studi. L’ Associazione internazionale edulcoranti (Isa) sostiene che le due ricerche citate “presentano numerose inesattezze”, contraddicono studi precedenti e ricorda che l’edulcorante è uno dei prodotti “più studiati al mondo”. Inoltre, conclude l’Isa, i dolcificanti come l’aspartame hanno un importante funzione di prevenzione del sovrappeso e dell’obesità che attualmente rappresentano un grosso problema di salute pubblica. Secondo l’Isa, infine, i consumatori non hanno alcuna ragione di preoccuparsi se il consumo di aspartame non supera le dosi consigliate dalle autorità europee, ovvero 40mg/per kg di peso corporeo.
 
http://www.figliefamiglia.it/